Convegni

Recensione Congresso 21 ottobre, Torino

Le Stanze della Coscienza

 

LE STANZE DELLA COSCIENZA Musicoterapia e riabilitazione neurologica

Il 21 ottobre 2017, per il sesto anno consecutivo, si è svolto presso la Sala del Dialogo del Sermig (Arsenale della Pace), il Convegno di Musicoterapia di Torino, organizzato dal Corso Triennale di Musicoterapia A.P.I.M. e dall’Associazione Agorà onlus, con il patrocinio della Confiam (Confederazione Italiana Associazioni e Scuole di Musicoterapia). Tema della giornata di studi l’applicazione della musicoterapia alla riabilitazione neurologica, ambito che comprende interventi ampi e diversificati. Le recenti acquisizioni neuroscientifiche indicano come l’elemento sonoro possa costituire una preziosa risorsa per attivare e riattivare competenze cognitive e motorie deficitarie. I musicoterapisti sono chiamati a entrare in molte stanze: luoghi di degenza, di cura, ma anche stanze immaginarie, spazi della mente a volte colpiti da affezioni severe, da compromissioni durature. Luoghi privati in cui, come ospiti rispettosi, è necessario entrare con delicatezza e con coraggio.

Gerardo Manarolo, che ha moderato gli interventi del mattino, ha evidenziato i progressi in ambito neuroscientifico e introdotto il tema dell’alterata coscienza e degli stati vegetativi, sviluppato da Andrea Magnoni (neurologo, responsabile della Residenza Sanitaria Disabili/Hospice S. Pietro, Monza). Il Dott. Magnoni ha illustrato le differenze tra coma, stato vegetativo (vigilanza non responsiva), stato di minima coscienza e morte cerebrale, spiegando molto chiaramente le caratteristiche del nervo vestibolo cocleare (organo del suono e dell’equilibrio). Ha invitato i terapisti a non fare “interventismo” (ogni stimolazione può essere piacevole ma anche dolorosa o fastidiosa) e a sviluppare un’attenta osservazione per avvicinarsi con delicatezza a corpi spaventati, che talvolta inquietano i parenti. Il Dott. Magnoni ha concluso il suo intervento con una coinvolgente drammatizzazione di due famigliari (con i loro vissuti e i loro pensieri) in visita a un paziente in stato vegetativo.

Mauro Sarcinella (musicoterapista, formatore, membro direttivo A.I.M.) ha presentato il suo lavoro con pazienti in stato vegetativo: intervento musicoterapico basato sul contatto emotivo e sulla ricerca degli stimoli più adatti, tenendo conto della musicalità intrinseca (ambito antropologico) e della biografia (l’identità sonoro-musicale introdotta da Rolando Benenzon). Magnoni e Sarcinella hanno eseguito insieme “Il suonatore Jones” (brano di De André ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master) per concludere i loro interventi.

Il musicoterapista Roberto Bolelli, che lavora da tredici anni presso la “Casa dei Risvegli Luca De Nigris” di Bologna, ha illustrato come l’elemento espressivo viene utilizzato nel suo lavoro con le gravi cerebrolesioni acquisite, in seguito a episodi di coma, nella fase post acuta. Il Dott. Manarolo (moderatore) ha evidenziato l’importanza della dimensione relazionale nell’intervento musicoterapico e la necessità di raccogliere dati oggettivi.

Gianpaolo Basso, professore associato di neuroradiologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Istituti Clinici Scientifici Maugeri (Pavia), ha presentato la relazione “Musicoterapia e neuroscienze, prospettive di ricerca con tecniche di neuroimaging funzionale”, esplorando le similitudini tra musica e linguaggio con stimolanti riferimenti (Patel, Zatorre).

Lo stato dell’arte della ricerca sulla musicoterapia in ambito neurologico (stroke, demenze, parkinson) è stato sviluppato da Alfredo Raglio, ricercatore Istituti Clinici Scientifici Maugeri (Pavia) e coordinatore scientifico e didattico master in musicoterapia (Università degli studi di Pavia). Alfredo Raglio ha precisato che in questo ambito (si pensi ad esempio all’ictus) la musicoterapia è più considerata intervento riabilitativo che come terapia relazionale. È necessario analizzare e valutare quali musiche e quali stimoli musicali possono produrre effetti, con quali obiettivi e in quali contesti, e in questo senso è utile utilizzare strumenti e scale validate.

Gli interventi della mattina si sono conclusi con l’apprezzato intermezzo musicale del duo (violino e chitarra) di Andrea Cardinale e José Scanu che hanno eseguito musiche di Rossini, Carulli, De Falla e Paganini.

I lavori del pomeriggio, moderati da Ferruccio Demaestri, si sono aperti con la relazione di Rita Meschini (musicoterapista, coordinatrice servizio di musicoterapia Istituto di Riabilitazione S. Stefano, Porto Potenza Picena), dal titolo “La valutazione musicoterapica dei pazienti con Disturbi della Coscienza (DoC)”. Rita Meschini ha presentato il suo lavoro con pazienti in fase post-acuta mediante l’impiego dell’improvvisazione vocale, valutato con scale e test specifici (come ad esempio il MUTOT che sintetizza le schede descrittive di osservazione).

Maurizio Scarpa (musicoterapista, Istituto San Camillo, Torino) ha illustrato con l’ausilio di materiale video, le possibilità di intervenire con la musicoterapia nella malattia di Parkinson, attraverso l’interazione ritmico- sonora basata sulla percezione ritmica, sul controllo motorio e sulla stimolazione ritmico-uditiva (R.A.S.). Gli obiettivi dell’intervento si riferiscono al tono dell’umore e al controllo dell’ansia, al tono respiratorio e vocale, all’equilibrio, alla qualità del movimento e alle funzioni esecutive.

Daniele Molteni (musicoterapista esperto in tecnologie del suono, Pavia) ha presentato la Neurologic Music Therapy, metodologia standardizzata e basata su evidenze scientifiche, applicata a diversi ambiti clinici (parkinson, stroke, trauma cranico, afasia). La relazione ha inoltre illustrato la neuroplasticità (proprietà intrinseca del sistema nervoso legata alle attività e alle esperienze), la sonification (utilizzo di elementi sonori per trasmettere informazioni) utilizzata come riabilitazione nel post stroke, i principi terapeutici della tecnica PSE (Patterned Sensory Enhancement), confluiti nell’intervento “Sonichand” (musicoterapia con sonification per la riabilitazione neuromotoria della mano in pazienti con esiti da stroke).

La giornata di studi si è conclusa con gli interventi di Bettina Eichmanns (musicologa, musicoterapista, Milano) che ha esposto varie riflessioni su uno studio di ricerca per verificare l’efficacia dello stimolo sonoro-musicale nelle persone in stato vegetativo e di minima coscienza, e di Anna Forloni (filosofa, musicoterapista, Torino) che, attraverso la presentazione di alcuni casi clinici, ha illustrato la teoria della musicalità intrinseca nell’intervento musicoterapico con pazienti in stato vegetativo.

Numerose le domande del pubblico che ha potuto interagire in vari momenti di dibattito con i relatori. La presenza delle responsabili delle Edizioni Cosmopolis nella sede del Convegno ha permesso ai partecipanti di conoscere direttamente varie pubblicazioni sui principali temi inerenti la musicoterapia e le artiterapie.

Gianni Vizzano