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Corso triennale di musicoterapia 18/19

-Il corso  nella sede di Torino prevede  una frequenza mensile, un fine settimana nei mesi di ottobre, novembre, dicembre, gennaio due fine settimana in febbraio e marzo, un fine settimana aprile e maggio, nella sede di  Genova il corso prevede, da Ottobre a Maggio, 2 sabati al mese

-I partecipanti al corso provengono dall’ambito musicale e dall’ambito socio-sanitario e psicopedagogico, è richiesta una competenza musicale, anche amatoriale, o in assenza di questa viene richiesto l’avvio di una formazione musicale amatoriale.

-Ricordo che il corso prevede 20 giornate annue di lezioni articolate nei fine settimana (ottobre, novembre, dicembre, febbraio, marzo, aprile, maggio), a partire dal secondo anno è previsto un tirocinio di 250 ore da svolgersi presso centri in cui è presente un servizio di musicoterapia.

-Il corso è riconosciuto dalla Confiam, rispetta i criteri UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) per la formazione nelle terapie espressive e consente di accedere all’esame nazionale per l’iscrizione nel registro dei musicoterapisti indetto dall’Aiemme ( Ass. Italiana Professionisti della mt).

-Il costo del corso è di 1100 euro annue , suddivise in tre rate, comprensive della quota di iscrizione alla nostra Associazione ( il corso è riservato ai soci).

-L’ammissione al corso è fatta previa valutazione globale del curriculum formativo professionale che deve essere inviato a manarolo@libero.it, vengono quindi ammessi anche candidati con una formazione musicale extraccademica.
Nel nostro sito musicaterapia.it, sezione corsi, potete trovare ulteriori informazioni relative al corso.
Per ulteriori approfondimenti potete consultare
artiterapia.it
confiam.it
aiemme.it

Per contatti

Dott Gerardo Manarolo cell 3393678572, manarolo@libero.it

MUSICA ET TERAPIA 

Nella sezione riviste e libri sono consultabili due nuovi numeri di

Musica et Terapia  (31 e 32)

Per i numeri 33, 34, 35, 36  l’editoriale, a seguire

( abbonamenti ed. Cosmopolis 011710209)  

Il n. 33 di Musica et Terapia si apre con il contributo di Roberto Caterina, Università degli Studi di Bologna, dedicato al rapporto musica-emozioni.La sua dissertazione, fra l’altro, precisa come il ‘musicale’ si strutturi per il tramite di analogie riferite alla dimensione corporea, sfera intimamente connessa al vissuto emotivo. Sulla base di questo stretto rapporto la musica appare capace di esprimere, comunicare e talvolta, in particolari contesti, indurre stati emotivi. L’ articolo, a firma di Michele Biasutti, Università degli studi di Padova, tratta della dimensione sinestesica in musica. L’approfondita disamina del tema, che coinvolge aspetti musicologici, estetici e neuroscientifici, si conclude con alcune riflessioni inerenti le implicazioni musicoterapiche sia in un contesto attivo che recettivo. Mario Degli Stefani, Michele Biasutti, Manuela Guadagnini, a seguire, ci presentano un’interessante ricerca che ha valutato l’incidenza del trattamento musicoterapico sulla prescrizione di psicofarmaci ed in particolari sui dosaggi assunti. I risultati della ricerca dimostrano come la musicoterapia attiva di gruppo consenta nel tempo un migliore controllo di alcuni sintomi psicotici con una secondaria e graduale riduzione dei dosaggi.

I successivi articoli sono dedicati alle applicazioni della musicoterapia nello stato vegetativo.

Nel primo contributo dedicato al tema, Mauro Sarcinella, dopo una premessa clinica, illustra aspetti strettamente metodologici e clinici conducendoci nel vivo degli aspetti applicativi e  delle connesse problematiche interpersonali. Successivamente Anna Forloni ci introduce, con chiarezza espositiva e profondità concettuale, nell’ambito della teoria della musicalità intrinseca, potenziale fondamento teorico all’intervento musicoterapico in tale ambito clinico. Paola Reani conclude il primo numero del 2016 con un articolo dedicato alle applicazioni della musicoterapia nella Demenza Senile. Il suo contributo, dopo una sintesi sullo dello stato dell’arte, descrive una interessante esperienza applicativa.

 

Il n 34 di Musica et Terapia ospita in apertura il contributo di Giulia Campatelli dedicato al trattamento dell’autismo infantile. Il suo articolo ci introduce nel modello DIR ( acronimo di Developmental, Individual-difference, Relationiship-based model), che presenta diverse interessanti analogie con le procedure applicate dalla musicoterapia in tale contesto clinico. Il modello DIR., precisa l’autrice, si basa su un ‘attenta osservazione del profilo individuale del bambino includendo i suoi interessi spontanei e il suo peculiare modo di interagire con l’ambiente, dove risulta fondamentale il Floortime ( il tempo passato sul pavimento) per creare interazioni spontanee ed emozionalmente significative. A seguire l’articolo di Antonella Guzzoni evidenzia i punti di contatto fra l’approccio musicoterapico e il modello DIR –Floortime precisando come il musicoterapista nell’obiettivo di creare esperienze relazionali ed emotive significative raccolga i bisogni del bambino, le sue diverse modalità espressive e si sintonizzi su di essi per organizzare aspettative di reciprocità, sicurezza e fiducia.

Il successivo contributo di Cristina Benefico tratta un altro quadro psicopatologico proprio dell’età evolutiva, l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) precisando, anche in riferimento alla bibliografia scientifica sul tema, come il trattamento musicoterapico possa migliorare la capacità attentiva, la memoria di lavoro, la capacità di pianificare. Gli articoli successivi riguardano diversi contesti applicativi.Andrea Golwmbieswki introduce una peculiare tecnica musicoterapica, Il Songriting; l ‘autore descrive una personale esperienza, gruppale, rivolta a pazienti con doppia diagnosi, sottolineando come , a fine trattamento, sia stato possibile osservare una   migliore integrazione interpsichica e intrapsiihica dei diversi partecipanti. Gianni Vizzano descrive la sua attività di musicoterapista, con diverse esemplificazioni cliniche, presso il “ Rifugio Re Carlo Alberto” struttura specializzata nella cura delle demenze e della malattia di Alzheimer che nel 2014 ha ricevuto a Bruxelles il premio europeo EFID Award ( European Foundations’ Initiative on Dementia). Palmieri, Ferrazzi e Pingani, a conclusione di questo numero di Musisca e Terapia, illustrano un’interessante ricerca volta a precisare gli esiti di un trattamento di musicoterapia recettiva rivolto a pazienti psichiatrici ricoverati presso L’Ospedale Privato Villa Igea di Modena.

 

Il primo numero del 2017, N.35, di Musica et Terapia si apre con il contributo di Manuela Mazzieri e Maurizio Spaccazocchi dedicato al tema dell’integrazione interpsichica e intrapsichica. A fondamento di tale processo, che fonda una condizione di benessere psichico, viene posta la funzione narrativa come condotta simbolizzante e socializzante. Il racconto di storie implica una competenza verbale che tuttavia nasce e si sviluppa su una dimensione simbolica antecedente di tipo analogico, motoria, visiva e sonora, con cui si integra.

A seguire l’articolo di Matteo Maienza è dedicato ad illustrare un’ esperienza rivoltaa piccole pazienti affette dalla Sindrome di Rett. I casi presentati usufruiscono di molteplici approcci riabilitativi, fra cui la musicoterapia, integrati fra di loro, presso l’ Istituto Zahrada di Praga. Fra le diverse tecniche impiegate va fatta menzione del massaggio sonoro a bassa frequenza e del letto armonico.

I successivi contributi riguardano due peculiari ricerche svolte in un contesto ospedaliero e universitario. Bettina Eichmanns, congiuntamente all’èquipe di cui fa parte, Ospedale Bassini e Istituto P.Redarelli, Milano, illustra uno studio clinico comparativo ( stimolo sonoro-musicale versus stimolo verbale) rivolto a pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza. Michele Biasutti e Anthony Mangiacotti, Università di Padova, presentano uno studio volto a verificare la ricaduta di un programma di riabilitazione cognitiva musicale e in particolare i differenti effetti in relazione alla maggiore o minore gravità del declino cognitivo.

Roberto Pretto, nel prosieguo, presenta un percorso riabilitativo che tratta nello specifico la Sindrome di Martin Bell. L’articolo descrive in maniera puntuale e approfondita l’analisi delle caratteristiche sonoro/musicale del soggetto, la sintesi dei dati raccolti, la loro interpretazione, l’elaborazione di un progetto d’intervento con la relativa verifica degli esiti

Guido Marconcini conclude il numero 35 di Musica et Terapia con interessanti riflessioni emerse all’interno di un lavoro di gruppo mirato ad analizzare alcune sequenze video riguardanti le applicazioni della musicoterapia nei disturbi dello spettro autistico

 

Il secondo numero del 2017, N. 36,  ospita gran parte delle relazioni presentate in occasione del congresso Le stanze della coscienza, musicoterapia e riabilitazione neurologica tenutosi il 21 ottobre dello scorso anno preso il Sermig di Torino.

La relazione di Andrea Magnoni, Neurologo responsabile RSD/Hospice S. Pietro, Monza, introduce il tema descrivendo la complessità delle condizioni cliniche in cui versano pazienti che presentano uno stato di coma che, a seconda dei casi, potrà o no evolvere in uno stato vegetativo ed in uno stato di minima coscienza. Si tratta di un contesto d’intervento che richiede da parte del musicoterapista attenzione e delicatezza nel proporsi, anche in virtù delle potenzialità dell’elemento sonoro/musicale.

Rita Meschini, Rossella Fortuna, Antonietta Celentano, a seguire, descrivono la pluriannale attività riabilitativa svolta a favore di soggetti con disturbi della coscienza   presso l’Istituto di riabilitazione Santo Stefano; di particolare interesse è la presentazione di una scheda di osservazione in musicoterapia, Music Therapy Observational Tool, redatta per fornire un contributo clinico nella diagnosi e nel trattamento di tali pazienti. Roberto Bolelli, autore del successivo articolo, svolge la sua attività professionale presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris, Bologna, dove i diversi laboratori espressivi (musica e teatro in situazione terapeutica) fanno parte delle attività riabilitative programmate. La sua modalità operativa segue un’articolazione semplice/complesso e si pone l’obiettivo di integrare la componente relazionale con quella strettamente scientifica.

Lo scritto di Anna Forloni   sottolinea la componente relazionale dell’approccio musicoterapico che deve essere inclusa in ogni valutazione di efficacia congiuntamente alla qualità dell’interazione sonoro/musicale; nel suo articolo vengono riportati alcuni recenti contributi scientifici e l’attenta descrizione di tre casi clinici.

 

I successivi contributi riguardano tre differenti ambiti musicoterapici.

 

Roberto Pellizzoni ci offre un’approfondita disamina sul tema dell’improvvisazione musicale e dei suoi rapporti con la specificità dell’improvvisazione musicoterapica.

Chiara Tamagnone descrive un intervento di gruppo rivolto a bambini inseriti nella scuola dell’infanzia sottolineando come tale approccio possa costituire un ‘occasione formativa anche per i docenti.

Maria Ausilia Di Falco ci accompagna nella sua coinvolgente esperienza di tirocinio svolta in Francia illustrando la ricchezza e l’articolazione della musicoterapia d’oltralpe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 Comments on “Corso triennale di musicoterapia 18/19

    1. dovrebbe abbonarsi alla rivista di mt contattando la c asa editrice cosmopolis

      011710209

      cordiali saluti

      Dott. Gerardo Manarolo

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