Congresso 14-15 Ottobre

Congresso Internazionale Confiam

Musicoterapia tra Arte, Società e Scienza

Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”, Sala Puccini, Milano

Il secondo convegno internazionale della Confiam cerca di focalizzare l’attenzione su tre differenti aspetti, forieri di potenzialità evolutive e nuove sfide per la Musicoterapia:l’indagine scientifica sulle funzioni musicali; gli ambiti di intervento legati a problematiche sociali con le relative prassi cliniche e di ricerca;
lo sviluppo delle analisi sull’improvvisazione musicale in Musicoterapia.

Il progredire della ricerca sulla relazione uomo-musica nell’ambito neuroscientifico e in quello della psicologia cognitiva pone infatti alla Musicoterapia nuove questioni, relative sia alle proprie potenzialità su un versante riabilitativo-funzionale, sia a come tale approccio possa integrarsi con quello terapeutico ad indirizzo relazionale.
Allo stesso tempo, le nuove ricerche musicoterapiche su particolari aspetti dell’esperienza musicale nel setting creano la possibilità di un rapporto oggettivamente dialogico con le discipline a cui la Musicoterapia ha finora afferito, gettando anche le premesse per una sua ulteriore evoluzione.
Infine, il terzo fattore che attualmente spinge la Musicoterapia verso nuove direzioni applicative e verso una maggiore specializzazione e diffusione, in ambiti in cui è già da tempo presente,
riguarda nuovi scenari sociali, alcuni di segno epocale e globale, altri che caratterizzano in particolare la situazione europea e ancor più quella italiana. Fra questi: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento di richiesta di assistenza; l’aumento di diagnosi di disturbi neuropsicologici nell’età evolutiva (quali i disturbi specifici dell’apprendimento e l’ADHD); il disagio sociale e fenomeni di dipendenza vecchi e nuovi; l’immigrazione e i relativi problemi di integrazione.
A partire dalla considerazione di questi fattori che sollecitano ulteriori approfondimenti e ampliamenti della disciplina, la Confiam riconosce la necessità di una riflessione, in seconda battuta, sui percorsi formativi in Italia. Ancor più oggi che la formazione musicoterapica è entrata in ambito istituzionale è infatti posta l’urgenza di un confronto allargato, che porti alla definizione di una formazione omogenea a livello nazionale, da sviluppare in modo conforme alle più avanzate realtà europee

News 13/07/17

-Alla Voce Tesi, sezione Biblioteca, sono stati inseriti i Pdf scaricabile di quattro nuove tesi

-Seminario Voce, Identità e Musicoterapia, 30 Settembre, Torino

-Congresso Musicoterapia tra Arte, Società e Scienza, 14-15 Ottobre, Milano

-Congresso Le applicazioni della musicoterapia,  10 Giugno, Genova

-Tre Nuove Tesi consultabili in pdf nella sezione Biblioteca

-Laboratorio Musica/Architettura, 13-14 Maggio, Torino

-Seminario Voci in Ascolto20 Maggio, Udine

-Seminario Le Sintonizzazioni Affettive 27-28 Maggio, Torino

-Seminario La mia Voce è in movimento, Torino 28 Maggio

-Congresso Musicoterapia e Oncologia, 22-23 Aprile, Roma

-Congresso Musica è Emozione, 7 Aprile, Roma

-Seminario Body Music, 25 Marzo, Torino

-Seminario Il Dialogo Musicale, 26 Febbraio, Bergamo

-Seminari di Aggiornamento in MT, Maggio-Settembre, Bolzano

-Congresso Musicoterapia Preventiva, 11 Marzo, Senigallia

– Seminario Musica e Discipline Integrate per il benessere, 28-29 Gennaio,

Presso : Associazione  Arti e Tradizioni, Regione Montebruno 2 A , Garzigliana, Torino 

-Seminario,  Musicoterapia Umanistica,  3 Febbraio-1 Aprile, Crema

-Nella sezione tesi sono state inserite quattro nuove tesi disponibili in pdf

-Seminario,Voce, Gesto, Rispecchiamento e Adolescenza, 11/2/17, Torino

– Congresso Voci D’Argento , 16-17 Dicembre, Mantova

-Nuovo sito dedicato alla musicoterapia  musicaemente.it

-Giornata Europea della Musicoterapia Mercoledì 15 Novembre, Genova

-Seminario Musica, Parola e Psicoanalisi, Sabato 26 novembre, Torino

 -Perfomance Sonar per gli Elfi, Claudio Lugo, 22 ottobre, Congresso il mondo accantoSermig, Torino

-Corso mt e pediatria oncoematologica, 17-19 Marzo 2017, Perugia

programma, scheda d’iscrizione

-Congresso Insieme con la musica, 26-27 Ottobre, Padova

– Seminario Educazione al suono, al gesto, al segno, 2016-2017, Reggio Emilia

-Congresso Musica e Musicoterapia, 1 dicembre, Milano

-Congresso La mente musicale, 24  settembre, Bari

-Musica e Psicoanalisi
facebook.com/

casadellapsicologia/

videos/264855150539922/

colloquio con Fausto Petrella

-Congresso, La musica nello sviluppo delle abilità linguistiche,  Sabato 22 Ottobre, Bosisio Parini, Lecco 

-Corso Il Canto Della Voce, La vocalità in musicoterapia , settembre 2016-maggio 2017, Trento

-Congresso Il Mondo Accanto
aggiornamenti e riflessioni nel confronto tra
musicoterapia e autismo, Sabato 22 Ottobre, Torino

-Giornata di studio VOCALITA’, INFANZIA e MUSICOTERAPIA , Sabato 1 ottobre 2016, Torino

-Biennio Musicoterapia in Oncologia e Cure palliative, Ottobre 2016, Biella-Genova

– Corso di Formazione, MUSICOTERAPIA IN ACQUA , Maggio, Giugno, Luglio, Brescia 2016

-Congresso, Il suono che sente, il sentire che cura, 7 maggio 2016. Vicenza

-Congresso, Musicoterapia in ambitio clinico e sociale, Maggio 2016, Siena

– Congresso, Musicoterapia e Oncologia,  Aprile 2016, Roma

-Corso Danzaterapia tra Oriente e Occidente, Marzo 2016, Milano

– Corso Danzaterapia ECM , Febbraio 2016, Milano

-Corso Arterapia e Danzaterapia ECM,  Aprile  2016, Milano

-Corso di Formazione Musicoterapia in acqua, febbraio-aprile 2016, Brescia

-Corso di Formazione Musicoterapia e Oncoematologia, marzo 2016, Perugia

-Congresso AIM I Professionisti della Musicoterapia, 19/2/16, Milano

-Seminario ritmo corpo e relazione, 14/2/2016,  Torino

-Corso di perfezionamento: musicoterapia e neurologia Università di Ferrara

Musica et Terapia 2017, N. 35

 

Il primo numero del 2017, N.35, di Musica et Terapia si apre con il contributo di Manuela Mazzieri e Maurizio Spaccazocchi dedicato al tema dell’integrazione interpsichica e intrapsichica. A fondamento di tale processo, che fonda una condizione di benessere psichico, viene posta la funzione narrativa come condotta simbolizzante e socializzante. Il racconto di storie implica una competenza verbale che tuttavia nasce e si sviluppa su una dimensione simbolica antecedente di tipo analogico, motoria, visiva e sonora, con cui si integra.

A seguire l’articolo di Matteo Maienza è dedicato ad illustrare un’ esperienza rivoltaa piccole pazienti affette dalla Sindrome di Rett. I casi presentati usufruiscono di molteplici approcci riabilitativi, fra cui la musicoterapia, integrati fra di loro, presso l’ Istituto Zahrada di Praga. Fra le diverse tecniche impiegate va fatta menzione del massaggio sonoro a bassa frequenza e del letto armonico.

I successivi contributi riguardano due peculiari ricerche svolte in un contesto ospedaliero e universitario. Bettina Eichmanns, congiuntamente all’èquipe di cui fa parte, Ospedale Bassini e Istituto P.Redarelli, Milano, illustra uno studio clinico comparativo ( stimolo sonoro-musicale versus stimolo verbale) rivolto a pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza. Michele Biasutti e Anthony Mangiacotti, Università di Padova, presentano uno studio volto a verificare la ricaduta di un programma di riabilitazione cognitiva musicale e in particolare i differenti effetti in relazione alla maggiore o minore gravità del declino cognitivo.

Roberto Pretto, nel prosieguo, presenta un percorso riabilitativo che tratta nello specifico la Sindrome di Martin Bell. L’articolo descrive in maniera puntuale e approfondita l’analisi delle caratteristiche sonoro/musicale del soggetto, la sintesi dei dati raccolti, la loro interpretazione, l’elaborazione di un progetto d’intervento con la relativa verifica degli esiti

Guido Marconcini conclude il numero 35 di Musica et Terapia con interessanti riflessioni emerse all’interno di un lavoro di gruppo mirato ad analizzare alcune sequenze video riguardanti le applicazioni della musicoterapia nei disturbi dello spettro autistico

 

Nella sezione riviste e libri sono consultabili due nuovi numeri di

Musica et Terapia  (29 e 30)

Per i numeri 31, 32, 33, 34 l’editoriale, a seguire

( abbonamenti ed. Cosmopolis 011710209)  

 

il il numero 31  è dedicato alle relazioni presentate in occasione del congresso “Prima la musica, l’indicibile nei processi espressivi e creativi” tenutosial Sermig di Torino l’11 ottobre 2014.Il primo articolo, a firma di Michel Imberty,  descrive il ruolo che l’interazione preverbale e protoverbale  svolge nel graduale emergere anche nel neonato di un comportamento intenzionale.  L’intenzionalità, che dona un senso alla propria azione, connettendo  insieme il presente dell’agire ed il suo risultato, si sviluppa nell’interazione sonoro/musicale con la voce materna e con le voci dell’ambiente familiare, è  attraverso tali voci  che il bambino può cominciare a comprendere le persone che lo circondano. Il tempo proto-narrativo e drammatico che si sviluppa nelle relazioni primarie organizza dunque  l’esperienza umana  in una trama di tensioni e distensioni  dotata di senso ma ancora senza parole, queste  verranno  ad aggiungersi dopo su tali linee di tempo per divenire storie raccontate. A seguire Maurizio Spaccazocchi  precisa come  con  effabile e ineffabile si possa indicare un qualsiasi sistema di segni che offra, più o meno, la possibilità di essere tradotto in un altro sistema di segni, rendendosi quindi più o meno dicibile o indicibile ai fini della sua comprensione in termini semantici. Sulla base di questa premessa  per chi lavora con la musica, il primo vero tema-problema sarebbe  connesso con il tipo di relazione di effabilità e ineffabilità che si può creare con il linguaggio verbale inteso come mezzo per tradurre il sistema di segni musicali e quindi non verbali.Nel contributo successivo Cristina Cano  ci ricorda come nel funzionamento pragmatico della musica sia  possibile definire una macro-funzione motorio-affettiva, il suo articolo ne indaga i fondamenti scientifici e le possibili ricadute su di un piano psicopedagogico e musicoterapicoNell’articolo di Riccardo Damasio, che si  avvale del pensiero di Vladimir Jankélévitch, ritorna la contrapposizione tra indicibile e ineffabile. “Indicibile è ciò che non può essere detto, che sfugge alla possibilità del linguaggio, perché fuori dalla dimensione temporale e corporea a cui apparteniamo. La morte in senso stretto è indicibile, eppure intorno alla morte spendiamo tutte le parole possibili. Ineffabile è ciò che deve continuamente essere detto, e ridetto, in una inesauribilità perenne: il tempo, il corpo, l’amore sono ineffabili”. Nell’articolo che segue Stefano Leoni approfondisce il ruolo che il musicale svolge nel connettere le diverse  dimensioni   dell’esperienza umana , “l’esperienza musicale può essere considerata il pontifex che unisce la realtà esterna con il mondo interno”, nel suo approfondimento il sapere psicoanalitico si intreccia con quello musicologico e antropologico. Paolo Ciampi sposta la nostra riflessione su di un versante clinico descrivendo un caso clinico dove la condivisione emotiva, con la relativa possibilità di comprendere il vissuto del paziente, si concretizza per il tramite di una comunicazione sonoro/musicale, che subentra dove la parola si è mostrata inefficace. In conclusione Lucia Urgese presenta una ricerca finalizzata alla  validazione italiana dello  STOMP-R.  è un test ideato nel 2003 da Rentfrow e Golsing ricercatori dell’università diAustin (Texas); il loro studio ha rilevato l’esistenza di fattori alla base delle preferenze musicaliche correlano significativamente con caratteristiche di personalità.

Il numero 32 di Musica et Terapia è in parte dedicato alle relazioni presentate in occasione del congresso “Memorie Lontane, Musicoterapia e Demenza di Alzheimer” tenutosi al Sermig di Torino il 24 ottobre 2015 (in particolare i contributi a firma di Stefano Navone, Silvia Cornara, Maria Cristina Gerosa, Stefania Filippi), ospitando inoltre contributi relativi a diversi ambiti teorico-applicativi della musicoterapia.L’ articolo, a firma di Stefano Navone e dei suoi collaboratori, descrive il caso di un paziente affetto da Sindrome di Korsakoff che presenta una comorbidità di tipo depressivo; il paziente è stato sottoposto ad un ciclo di musicoterapia attiva, per un totale di 24 sedute. Tutte le sedute sono state videoregistrate e visionate successivamente da quattro musicoterapisti che hanno quantificato l’andamento nel tempo di alcuni indicatori espressivi e relazionali. Il confronto dei test clinci effettuati prima e dopo il trattamento ha sottolineato il miglioramento di alcuni aspetti sintomatologici che sono stati inoltre correlati con i diversi indicatori osservati nel contesto delle sedute.A seguire Chiara Tamagnone, Leonarda Gisoldi, Claudia Arizio, Ida Corsini presentanoun laboratorio musicale rivolto all’ età evolutiva attivo presso la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl TO 2. Si tratta di un ‘attività musicale dove sono evidenti le implicite valenze musicoterapiche che perseguono finalità espressive, relazionali, cognitive e psicomotorie.I due contributi successivi riguardano l’applicazione della musicoterapia nell’ambito degli stati vegetativi. Gli autori del primo articolo (Bianco, Mamone, Messaglia, Perillo, Pirfo) presentano un trattamento di musicoterapia ( svolto per dieci mesi) rivolto a tre pazienti in stato vegetativo.I dati emersi dalla ricerca clinica sottolineano la possibilità di creare un canale comunicativo e la positiva ricaduta dell’attività sul contesto familiare dei diversi pazienti.Sergio De Laurentis presenta da parte sua   un progetto di trattamento musicoterapico rivolto a sei pazienti in stato vegetativo, svolto nell’arco di sei mesi. I dati emersi dall’osservazione mostrano una interessante modifica dei parametri fisiologici e una positiva reattività alle proposte sonore/musicaliL’ articolo di Marco Mingione introduce il tema della statistica medica   sottolineando il ruolo che la disciplina può svolgere nel processo di validazione scientifica della mt. L’autore presenta un ricerca volta a valutare i risultati ottenuti nei disturbi pervasivi dello sviluppo.Gli ultimo due contributi sono dedicati alle applicazioni della musicoterapia nei quadri involutivi senili.Silvia Cornara e Maria Cristina Gerosa presentano un’approfondita riflessione teorico-applicativadesunta dalla loro esperienza clinica. Nel loro contributo emergono con chiarezza indicazioni relative alle esigenze delle diverse tipologie di pazienti affetti da demenza e ai trattamenti musicoterapici più appropriati.L’ultimo articolo, a firma di Stefania Filippi, presenta “ L’Approccio Musicale Globale alla persona affetta da demenza”. Si tratta di un modello di intervento sonoro/musicale in cui differenti proposte vengono integrate in un’unica azione di sostegno.

 

Il n. 33 di Musica et Terapia si apre con il contributo di Roberto Caterina, Università degli Studi di Bologna, dedicato al rapporto musica-emozioni.La sua dissertazione, fra l’altro, precisa come il ‘musicale’ si strutturi per il tramite di analogie riferite alla dimensione corporea, sfera intimamente connessa al vissuto emotivo. Sulla base di questo stretto rapporto la musica appare capace di esprimere, comunicare e talvolta, in particolari contesti, indurre stati emotivi. L’ articolo, a firma di Michele Biasutti, Università degli studi di Padova, tratta della dimensione sinestesica in musica. L’approfondita disamina del tema, che coinvolge aspetti musicologici, estetici e neuroscientifici, si conclude con alcune riflessioni inerenti le implicazioni musicoterapiche sia in un contesto attivo che recettivo. Mario Degli Stefani, Michele Biasutti, Manuela Guadagnini, a seguire, ci presentano un’interessante ricerca che ha valutato l’incidenza del trattamento musicoterapico sulla prescrizione di psicofarmaci ed in particolari sui dosaggi assunti. I risultati della ricerca dimostrano come la musicoterapia attiva di gruppo consenta nel tempo un migliore controllo di alcuni sintomi psicotici con una secondaria e graduale riduzione dei dosaggi.

I successivi articoli sono dedicati alle applicazioni della musicoterapia nello stato vegetativo.

Nel primo contributo dedicato al tema, Mauro Sarcinella, dopo una premessa clinica, illustra aspetti strettamente metodologici e clinici conducendoci nel vivo degli aspetti applicativi e  delle connesse problematiche interpersonali. Successivamente Anna Forloni ci introduce, con chiarezza espositiva e profondità concettuale, nell’ambito della teoria della musicalità intrinseca, potenziale fondamento teorico all’intervento musicoterapico in tale ambito clinico. Paola Reani conclude il primo numero del 2016 con un articolo dedicato alle applicazioni della musicoterapia nella Demenza Senile. Il suo contributo, dopo una sintesi sullo dello stato dell’arte, descrive una interessante esperienza applicativa.

 

Il n 34 di Musica et Terapia ospita in apertura il contributo di Giulia Campatelli dedicato al trattamento dell’autismo infantile. Il suo articolo ci introduce nel modello DIR ( acronimo di Developmental, Individual-difference, Relationiship-based model), che presenta diverse interessanti analogie con le procedure applicate dalla musicoterapia in tale contesto clinico. Il modello DIR., precisa l’autrice, si basa su un ‘attenta osservazione del profilo individuale del bambino includendo i suoi interessi spontanei e il suo peculiare modo di interagire con l’ambiente, dove risulta fondamentale il Floortime ( il tempo passato sul pavimento) per creare interazioni spontanee ed emozionalmente significative. A seguire l’articolo di Antonella Guzzoni evidenzia i punti di contatto fra l’approccio musicoterapico e il modello DIR –Floortime precisando come il musicoterapista nell’obiettivo di creare esperienze relazionali ed emotive significative raccolga i bisogni del bambino, le sue diverse modalità espressive e si sintonizzi su di essi per organizzare aspettative di reciprocità, sicurezza e fiducia.

Il successivo contributo di Cristina Benefico tratta un altro quadro psicopatologico proprio dell’età evolutiva, l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) precisando, anche in riferimento alla bibliografia scientifica sul tema, come il trattamento musicoterapico possa migliorare la capacità attentiva, la memoria di lavoro, la capacità di pianificare. Gli articoli successivi riguardano diversi contesti applicativi.Andrea Golwmbieswki introduce una peculiare tecnica musicoterapica, Il Songriting; l ‘autore descrive una personale esperienza, gruppale, rivolta a pazienti con doppia diagnosi, sottolineando come , a fine trattamento, sia stato possibile osservare una   migliore integrazione interpsichica e intrapsiihica dei diversi partecipanti. Gianni Vizzano descrive la sua attività di musicoterapista, con diverse esemplificazioni cliniche, presso il “ Rifugio Re Carlo Alberto” struttura specializzata nella cura delle demenze e della malattia di Alzheimer che nel 2014 ha ricevuto a Bruxelles il premio europeo EFID Award ( European Foundations’ Initiative on Dementia). Palmieri, Ferrazzi e Pingani, a conclusione di questo numero di Musisca e Terapia, illustrano un’interessante ricerca volta a precisare gli esiti di un trattamento di musicoterapia recettiva rivolto a pazienti psichiatrici ricoverati presso L’Ospedale Privato Villa Igea di Modena

 

 

 

 

 

 

 

 

Music Therapy

Nella sezione biblioteca sono stati inseriti gli indici tradotti in italiano relativi alle seguenti annualità:

– 2013 British Journal of Music Therapy (rivista britannica)

-2015  Journal of Music Therapy ( rivista nordamericana)

-2015 Nordic Journal of Music Therapy (rivista norvegese ),

Si tratta delle riviste maggiormente qualificate in ambito internazionale, le copie cartacee sono consultabili presso la biblioteca Apim ( Casa della Musica, Genova)

 

Iscrizioni Corso di MT 2017-2018

Sono aperte le iscrizioni al Corso Triennale di Mt, sedi di Torino e di Genova

 

Per contatti

Dott Gerardo Manarolo cell 3393678572, manarolo@libero.it

 

 

 

-Il corso  nella sede di Torino prevede  una frequenza mensile, un fine settimana nei mesi di ottobre, novembre, dicembre, gennaio due fine settimana in febbraio e marzo, un fine settimana aprile e maggio, nella sede di  Genova nella sede di  Genova il corso prevede, da Ottobre a Maggio, 2 sabati al mese

-I partecipanti al corso provengono dall’ambito musicale e dall’ambito socio-sanitario e psicopedagogico, è richiesta una competenza musicale, anche amatoriale, o in assenza di questa viene richiesto l’avvio di una formazione musicale amatoriale.

-Ricordo che il corso prevede 20 giornate annue di lezioni articolate nei fine settimana (ottobre, novembre, dicembre, febbraio, marzo, aprile, maggio), a partire dal secondo anno è previsto un tirocinio di 250 ore da svolgersi presso centri in cui è presente un servizio di musicoterapia.

-Il corso è riconosciuto dalla Confiam, rispetta i criteri UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) per la formazione nelle terapie espressive e consente di accedere all’esame nazionale per l’iscrizione nel registro dei musicoterapisti indetto dall’ Aiemme ( Ass. Italiana Professionisti della mt).

-Il costo del corso è di 1100 euro annue , suddivise in tre rate, comprensive della quota di iscrizione alla nostra Associazione ( il corso è riservato ai soci).

-L’ammissione al corso è fatta previa valutazione globale del curriculum formativo professionale che deve essere inviato a manarolo@libero.it, vengono quindi ammessi anche candidati con una formazione musicale extraccademica.
Nel nostro sito musicaterapia.it, sezione corsi, potete trovare ulteriori informazioni relative al corso.
Per ulteriori approfondimenti potete consultare
artiterapia.it
confiam.it
aiemme.it

Per contatti

Dott Gerardo Manarolo cell 3393678572, manarolo@libero.it